GEORGE CARLIN – I Kinda Like It When a Lot of People Die


È uscito il primo album postumo di George Carlin, intitolato “I Kinda Like It When A Lot of People Die”, che promette materiale inedito, in particolare un pezzo recitato il 10 settembre 2001 dall’inquietante contenuto mai venuto fuori per via di ciò che successe il giorno dopo a New York. Non è esattamente così, come vedremo.

L’album esordisce con Boston Rant 1957, una registrazione fatta in casa da Carlin all’età di 19 anni, immatura nei contenuti ma interessante perché rivela una componente sovversiva che Carlin rivelerà in pubblico soltanto molti anni dopo.

Si prosegue con Rats and Squealers, ancora dichiarazioni d’amore nei confronti della polizia.

Piccola digressione sul vizietto che a quanto pare Carlin non ricordava soltanto nelle interviste ma anche durante gli show. 

Le cose si fanno interessanti con The Fecal Differential. Come ogni comico superstar che si rispetti, Carlin ha un ampio repertorio su aerei e aeroporti. La curiosità è che, tra una fart joke e l’altra, all’aereo viene associato Osama Bin Laden (prima dell’11 settembre)

Poi due pezzi in cui Carlin spinge l’acceleratore sull’observational humour: Stanco delle canzoni e Il primo clistere.

Ed infine ci sarebbe il pezzo recitato il 10 settembre 2001, il giorno prima che molta gente è morta per davvero, costringendo Carlin a dover rielaborare il proprio HBO special e reintitolarlo Complaints and Grievances. Il pezzo finirà in chiusura dell’ultimo special di Carlin, Life Is Worth Losing del 2005, ed è per questo che non lo traduciamo, visto che in buona sostanza è lo stesso.

Per i comedy nerd più radicali, però, traduciamo una delle bonus track: un I Kinda Like It When a Lot of People Die di qualche mese prima, risalente al giugno 2001, quando il pezzo era ancora in divenire e George lo recitava per le prime volte di fronte a un pubblico. Ve lo porgiamo per confrontarlo con la versione definitiva. Probabilmente i tragici eventi verificatisi in USA in quegli anni (11 settembre, guerre in Afghanistan e Iraq, uragano Katrina) non hanno fatto che potenziare a dismisura il pezzo, e con sapienti modifiche e aggiunte poetiche Carlin è stato capace di renderlo un grande affresco dell’umanità nell’era dell’informazione.

Traduzione: Luca Paini, Manuela Salidu, Adrien Vaindoit
Revisione: Elena Ferrante

Comments (5)
  1. sandrez 21 ottobre 2016
  2. oniram 22 ottobre 2016
  3. Claudio 23 ottobre 2016
    • Adrien Vaindoit 23 ottobre 2016
  4. Steven 27 ottobre 2016

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