JIM JEFFERIES – Freedumb (2016)

Cari esperti e luminari di trasporto su gomma e rotaia,

quest’oggi vi proponiamo, fresco di stampa, l’ultimo speciale di Jim Jefferies “Freedumb”, vera e propria prova del nove, peraltro superata brillantemente, dal comico australiano, chiamato a gestire nell’ultimo anno una crescente e improvvisa notorietà a causa dell’ormai infausto e tristemente noto bit sul controllo delle armi che chiudeva “Bare”, il suo precedente show.

Gun Control part 1

Lo straordinario pezzo di satira in effetti lo ha strappato alle cure amorevoli di noi appassionati, che ne apprezziamo per lo più la misoginia e le devianze sessuali, per sovraesporlo ad una più vasta platea che oggi affolla i teatri dove si esibisce.

Fortunatamente il buon Jim, con “Freedumb”, salta l’ostacolo alla grande, evitando con cura di snaturare la sua comicità per affrancarsi a nuove porzioni di pubblico, ed anzi, se possibile, spinge con ancor più virulenza sui tasti della più divertente volgarità.

L’attenzione riservatagli dai media non lo ha reso riluttante ad affrontare gli argomenti più controversi e già dall’inizio mette le cose in chiaro, inoltrandosi sul terreno aspro e pericoloso dell’affaire Bill Cosby, occasione anche per spiegare ai più sprovveduti la differenza fra ciò che si pensa e ciò che si pensa sia divertente.

Anche lui, come già Joe Rogan e Bill Burr nei precedenti special da noi tradotti, si trova suo malgrado a dover dare una lezioncina base di stand-up comedy, che certo non guasta in tempi come questi in cui malvagi difensori del politically correct spuntano a frotte col ditino puntato.

Il suo, fortunatamente, non è un TED Talk e Jim è libero come non mai di accompagnarci nel suo cosmo personale, dimostrando ancora una volta sia la stoffa di gran battutista che la sua caratura di storyteller di razza.

Parte importante dello show è dedicata alla sua nuova condizione di padre e alle responsabilità derivanti dalla nascita del piccolo Hank. Come immaginerete c’è da ridere tanto e con un tale argomento Jim non poteva che alzare la posta e addentrarsi con precisione chirurgica nelle dinamiche del rapporto di coppia e delle scelte da compiere coi figli, tra cui quella attualissima delle vaccinazioni.

Forse il solo Louis C.K. è sceso con tale accuratezza in certi dettagli e Jim Jefferies dimostra qui un grande talento non solo quale ottimo autore satirico, ma anche nell’affrontare argomenti di maggior rilevanza quale la cacca, che da Pryor in poi rappresenta il vero banco di prova per qualsiasi comedian, un po’ come suonare “Crossroads” per un bluesman o scalare il Mont Ventoux per un ciclista.

Fatti i bisogni, è inevitabile tornare al tema delle armi che Jefferies affronta alla luce delle tante reazioni avute dopo il suo pezzo ormai arcinoto, allargando la riflessione alla più calda attualità, dalle stragi di Parigi e da chi come Trump getta benzina sul fuoco della radicalizzazione dei giovani islamici, alla “Terra dei Liberi” che curiosamente ospita la più grande popolazione carceraria del mondo. È questo il mondo che Jim Jefferies vuol lasciare a suo figlio? La risposta la troviamo nella lettera finale che ha scritto ora, ma che il figlio dovrà aprire solo quando avrà raggiunto la maggiore età.

Jim Jefferies Freedumb

Come hai scelto i temi da affrontare nel tuo nuovo special?

Non è tanto una questione di voler parlare di qualcosa in particolare. Ho sempre registrato il mio materiale nel momento in cui penso: “Se non lo registro adesso, non lo registro più.” È sia materiale che manderò subito in archivio, che cose nuove.

Lo special esce a ridosso della convention del partito Repubblicano e in vista delle elezioni. È un caso?

Ho scritto il pezzo su Trump sei o sette giorni prima di registrare. Poi ho pensato: “Beh, sarà meglio pubblicarlo subito.” Perché anche se scrivessi altro materiale su di lui, non credo che avrò più occasione di usarlo, visto che non credo che vincerà le elezioni. Oh, non si sa mai, però non credo che ce la faccia. Fra i comici c’è una teoria secondo la quale non si deve fare cose troppo d’attualità negli speciali, perché fra cinque anni l’argomento sarà vecchio e nessuno vorrà più guardarlo. Ma io guardo a Trump così come guardo a Mr. T. Posso guardare special degli anni ’80 con battute su Mr. T e capire ancora di cosa si parla e trovarle divertenti. Per me, Mr. T e Donald Trump sono lo stesso tipo di fenomeno: dei tizi con slogan e capelli stravaganti.

All’inizio dello special dedichi un po’ di tempo a spiegare che sei un artista e che non sempre credi a ciò che dici sul palco. Perché hai sentito il bisogno di chiarirlo?

Ho sentito il bisogno di spiegarmi perché negli ultimi anni la questione dello stupro è divenuta un affare di stato: “Non si può scherzare sullo stupro”. Io non voglio scherzare sullo stupro e non voglio scrivere battute sullo stupro. Ma se me ne viene una, la farò in ogni caso. Non voglio che qualcuno mi dica su cosa posso o non posso scherzare. Per questo faccio alcune battute molto impertinenti su argomenti molto delicati: per dimostrare che sto solo scherzando. Nessuno difenderebbe Bill Cosby, sarebbe ridicolo, no? Quindi io lo difendo e mi rendo ridicolo. Penso che sia ovvio che non penso quelle cose, ma il fatto di dover continuare a giustificare le battute che facciamo è stupido. Anche perché non appena ho delle buone argomentazioni, molti sono subito pronti a sottolineare che sono solo un comico. Quando ho fatto il pezzo sul controllo delle armi, che mi ha molto coinvolto, c’è gente che diceva: “Perché lo stiamo ad ascoltare? È un comico.” Poi faccio una battuta sullo stupro e all’improvviso tutti mi prendono sul serio. Bisogna guardare a ciò che faccio come a una performance.

Perché nel nuovo special hai ripreso il tema del controllo delle armi?

Non ho sentito una particolare responsabilità di doverne parlare ancora, ma era una cosa che non potevo ignorare.

Gun Control part 2

 

Cos’hai pensato quando il pezzo originale sulle armi ha iniziato a ricevere così tanta attenzione?

Quando l’ho registrato ho pensato che fosse il pezzo forte dello show. Ma non sono contento del suo successo, dato che ogni volta che se ne parla è dopo una strage. Non è una bella sensazione per me. Invece di diventare ogni volta un filo sempre più popolare grazie a un pezzo di stand-up, preferirei vedere più vite salvate e una riforma sulle armi.

Ora vivi negli Stati Uniti, puoi anche votare?

No. Sono residente, non un cittadino. Però faccio qualcosa che per me è più importante del voto: posso portare la mia opinione a migliaia e migliaia di persone.

Pensi che i comici abbiano il potere di influenzare il cambiamento politico?

Sì, anche se non riuscirai mai a cambiare una persona solo con una battuta. Ciò che fai è iniziare una conversazione. Nessuno parlava mai dell’Australia. Dopo il mio pezzo sulle armi, ogni volta che se ne parla, tutti indicano l’Australia come esempio. Nessuno lo faceva prima. Nulla è cambiato, però ho fatto iniziare un dibattito.

Donald Trump

 

Nello special, quando parli di Trump e degli immigrati, dici: “L’odio non batte l’odio”. Cosa ti ha portato a questa convinzione?

Nella vita l’odio a volte mi ha consumato. O l’invidia. Quando il mio serial è stato cancellato, non pensavo che lo meritasse. L’odio mi ha consumato per quasi un anno. Ma non mi è servito a niente. Non è che odiare migliori la situazione. L’odio non faceva altro che farmi arrabbiare e le persone che odiavo neppure se ne accorgevano. Alle persone puoi invece mostrare amore. E lo stesso vale con Trump. Non sto dicendo che Hillary Clinton sia un faro di amore. Ma l’odio non porta da nessuna parte. E genera solo altro odio. So che suona molto hippy, ma nella mia vita ora cerco a tutti i costi di evitare di odiare.

DOWNLOAD SOTTOTITOLI

Traduzione: Luca Paini, Adrien Vaindoit, Francesco Biggio, Antonio Manna, Giorgio Ruggieri

Revisione: Bernardo Provenzano

Durata: 01h26’57”

Comments (10)
  1. zepe 17 luglio 2016
  2. oniram 17 luglio 2016
    • Adrien Vaindoit 19 luglio 2016
  3. sandrez 22 luglio 2016
  4. Fabio 15 settembre 2016
    • Luca Paini 16 settembre 2016
  5. Alberto 28 settembre 2016
  6. Alberto 28 settembre 2016
    • Luca Paini 28 settembre 2016
  7. Alberto 28 settembre 2016

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