JIM JEFFERIES – Fully Functional (2012)

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Care famiglie,

quello che vi offriamo oggi è un pregevole show di Jim Jefferies, che dall’Australia ci porta una fetida ventata di comicità crassa, volgare, infantile e quindi divertentissima. Le perle sono molte, su tutte il pezzo sull’omosessualità e la drug rape story che lo vede protagonista assieme a una star della comicità non meglio specificata e sulla cui identità potrete tranquillamente speculare nei commenti. C’è anche un pezzo su aereo/aeroporti, che non manca mai nel repertorio dei grandissimi. Il post è troppo corto e quindi aggiungiamo qualche stralcio di intervista.

Hai studiato da cantante di opera classica in un prestigioso istituto di Perth. Poi come sei diventato un comico?
Volevo fare lo stand-up comedian fin da quando avevo 12 anni. I miei genitori volevano che andassi all’università, e quindi ho deciso di fare una cosa nell’ambito delle arti performative, in attesa di diventare uno stand-up comedian. A 18 anni non ero ancora pronto a fare il comico. Ho iniziato a fare stand-up comedy soltanto a 23 anni. Andai a un paio di open-mic a 17 anni, ma non andarono molto bene. Poi iniziai a esibirmi di mercoledì in un bar di Perth chiamato “Brass Monkey” e ho cercato di farlo il più a lungo possibile, per me era importante farlo ogni settimana davanti a tanta gente.

Dottori, Panda, Tequila, Fumo, Puttane

Prima che diventassi stand-up comedian, credo fossi un tipo simpatico di natura. Cosa vuol dire passare da essere un "tipo simpatico" a diventare un bravo stand-up comedian?
Quando ero un comico amatoriale mostravo di essere molto promettente. Ma, come in ogni ambito, ci sono voluti circa 4 anni per diventare valido. Prima che cominciassi a pensare "Oh, questo che faccio è proprio un bel monologo", ci sono voluti almeno 4 anni. I primi 2 ero lì in piedi a dire battute con un microfono in mano, non mi muovevo né niente. Stavo in piedi e parlavo. Trovi il tuo ritmo e la tua "voce" dopo 4 anni, come in ogni apprendistato.
Ci sono molti comici che cercano di fare battute che secondo loro possono piacere a un certo pubblico o che gli possa procurare un lavoro prestigioso. Io ho sempre scritto battute che vorrei sentire. Cerco di intrattenere prima di tutto me stesso.

Ateismo e bambini morti

Inizialmente la tua carriera era radicata in UK e poi ti sei spostato negli Stati Uniti. Come trovi che questi pubblici si approccino al tuo umorismo sfacciato e poco accomodante?
Ho fatto solo un paio d'anni in Australia prima di trasferirmi in UK. È lì che ho trovato il pubblico più vitale del mondo. Trasferendomi poi in America, considerato quello che faccio, il linguaggio volgare che uso e l'ambiente ostile che si crea a volte nei miei spettacoli, ho capito che non avrei mai potuto fare il botto in America. Per fortuna quando sono arrivato in America avevo già un seguito e ho potuto esibirmi per quel pubblico. Ma se avessi dovuto iniziare da zero, non ce l'avrei mai fatta. In Inghilterra è stato facile, in America è difficilissimo a causa di tutti quei gruppi religiosi, quei pazzi con le armi eccetera.

Matrimonio gay

Quali tue performance sono state memorabili?
Mi hanno preso a pugni a Manchester una volta, è stato abbastanza memorabile. Di recente, ero a Pittsburgh per uno spettacolo e un mio stalker è caduto nel mio camerino dal condotto di areazione. Davvero memorabile.

Gli heckler sono considerati generalmente degli stronzi, ma è mai capitato qualcuno per cui hai pensato: "Davvero notevole"?
Vedi, ci sono due tipi di heckler. Se dicono qualcosa di davvero divertente, la risposta diventa parte integrante dello show. Cercano di infilarsi tra le tue battute. Se dicono qualcosa di davvero divertente, non ho mai visto un comico trattarli male. Se vuoi davvero ferire un comico, la cosa migliore è urlare "sei una merda" o "non fai ridere". Devi farlo quando una loro battuta fallisce. Non puoi farlo se la battuta ha fatto ridere. Se gli dici "sei una merda" li ferisci nell'animo.

Galateo in volo

Sappiamo che affronti i temi più sensibili. Se potessi esibirti per uno di questi pubblici a tua scelta, chi sceglieresti? Nazisti, antichi egizi, soldati dell'ISIS.
Non mi esibirei per i nazisti. Ho sentito che non prendevano molto bene la libertà di parola. Sarebbe divertente prenderli in giro, ma poi non finirebbe bene per me.
Non mi dispiacerebbe esibirmi all'epoca di Gesù. Dopo una sua parabola su quanto sono beati i poveri e tutte quelle stronzate, arrivo io e faccio 20 minuti. So di avere miglior padronanza e presenza sul palco di Gesù. Sì, sono uno stand-up comedian migliore di Gesù e so che potrei esibirmi benissimo dopo di lui.

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Traduzione: Fausto Bongiovanni, Luca Paini, Adrien Vaindoit

Revisione: Giorgia Meloni

Durata: 59' 15''

Comments (4)
  1. danito 2 febbraio 2016
  2. sandrez 2 febbraio 2016
  3. oniram 3 febbraio 2016
  4. McCroskey 3 febbraio 2016

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