AGGETTIVO SETTE – Rap per tutta la famiglia

Metto Cristo sotto dieta senza ferro/così il suo sangue si tramuta in vino bianco.

Aggettivo Sette – Nel Segno del Palo

Cari chierichetti vergini e non,

oggi abbiamo il privilegio di avere come ospite nel nostro prestigioso tinello Mortecattiva, un raffinato rapper dal linguaggio forbito e ultraviolento che siamo sicuri non mancherà di ingolosire i vostri ghiotti ed esigenti palati. Ci tufferemo assieme a lui in una anticipata retrospettiva postuma della sua discografia commentando alcuni dei suoi brani più oltraggiosi e godibili. I suoi album sono disponibili gratuitamente in download sul suo sito www.aggettivo7.com. Sotto lo pseudonimo di Aggettivo Sette ha appena pubblicato un nuovo album, “MI FIST“, in vendita a pochi spiccioli, ma in promo gratuita per gli apostati:

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Il disco precedente era l’ambizioso Cinquanta Sfumature di Marrone, una sua speciale raccolta di rerum vulgarium fragmenta. Le basi spesso e volentieri fanno scempio di qualsivoglia copyright senza rinunciare a ottimi groove, mentre i testi sono quanto di più turpe possa essere concepito da mente umana – contenutisticamente – però confezionati in una forma pregiatissima cesellata nei minimi particolari. Il risultato di questo pulsante crogiuolo di rime e allitterazioni è straniante e agghiacciante.

Mortecattiva collabora con personaggi chiamati “Gulag”, “Dj Potiomkin” e “Padre P-YO”, ma è meglio chiedere a lui, per meglio districarci tra i suoi progetti.

Ciao caro il mio, presentati pure alla platea che probabilmente né di te né del rap (noi compresi) sa assolutamente nulla. Aiutaci innanzitutto a distinguere tra Aggettivo Sette, Lolocaust, etc.
Ordunque: Aggettivo Sette è(ra) il gruppo formato da me (Mortecattiva) e da dj Panino. Poi dj Panino ha cambiato mestiere e sono rimasto io, quindi sono anche gli Aggettivo Sette. Comunque vivo questa duplice natura con spensieratezza. I Lolocaust sono il gruppo formato da Chef Ragoo, Gulag, Sgherl, Padre P-Yo e me.

I temi che affronti nei tuoi pezzi sono riconducibili a quali filoni?
Sono abbastanza monotematico, parlo principalmente di temi leggeri quali la vagina e le sue malattie, il sempre acceso dibattito sull’età minima per poter avere dei rapporti sessuali, l’animalismo e gli altri errori delle menti semplici, il tutto sempre cercando di ricordare che dio non esiste e che vi puzza il culo.

Mi fa piacere che tu abbia scritto “dio” con la minuscola, è un piccolo vezzo che usiamo anche noi nelle traduzioni. Quali sono i brani di cui vai più fiero?
Sicuramente Fenomenologia della stazione centrale (anche se lì vado pure più fuori tempo del solito) e Nel segno del palo (che è l’argomento definitivo per concludere qualsiasi discussione a tema teologico).

Il tuo pezzo più noto è sicuramente La Figa, La Mona.
Questa è farina del sacco di Gulag, l’idea è stata sua, io gli son soltanto andato dietro e così, senza sforzo, è nato uno dei nuovi classici della letteratura italiana. Pensa che la Adelphi pensava di stampare una limited edition di quei libretti colorati con i quote di Schopenhauer ed inserirvi il testo di La Figa la Mona a caso in mezzo.

“Pedofilia va bene ok” è un brano molto trascinante, peccato non poterlo canticchiare in pubblico. Come nasce tale opera?
Ho visto un post del sig. Ice One in cui linkava dei suoi beat in free download liberamente utilizzabili ed ho pensato che sarebbe stato carino fare un concept album sulla pedofilia, perché è sempre un momento importante nella carriera di un beatmaker avere il proprio nome associato ad un certo tipo di tematiche importanti. Poi però ho scritto quella canzone e mi sono stufato anche perché un bel gioco dura poco e avevo paura che venisse a Trento a picchiarmi.

Fenomenologia della Stazione Centrale è un altro instant classic
Eh qui c’era il sample dei Beirut che praticamente era già una canzone pronta, il tema è banale e facile quindi la canzone si è scritta da sola, poi Anansi ha fatto il ritornellone super bello e buona camicia a tutti. L’ho pure dovuto mettere col falso nome nel titolo per non rovinargli la carriera, ma tanto ora che si è tagliato i dread la carriera se l’è rovinata da solo perdendo il suo sex appeal, quindi posso sputtanarlo pubblicamente.

Non nominare il nome di dio invano lascia facilmente immaginare di cosa tratti.
Non me la ricordo. È quella who let the gods out gesù gesù? Boooh, io e Gulag volevamo fare un concept album sui 10 comandamenti, questo alla fine era quello più facile.

In Quote Rosa affronti in punta di fioretto lo spinoso tema della violenza sulle donne.
Eh c’è questo mio amico Bollo che a un certo punto si è messo a far rap però adesso ha smesso. Stava registrando a casa mia con un altro tizio un pezzo sulle femmine e mi son preso bene e ho fatto una strofa anch’io però poi ho rosicato perché mi era venuta proprio carina e allora ho detto ma perché sprecarla per la canzone di quel cornuto di Bollo? Ricicliamola per un pezzo mio, così son partito con mezza canzone già fatta e ciao. E poi Moondog è morto quindi non potrà mai denunziarmi per il sample.
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Whiska Fila, molto orecchiabile e quasi presentabile.
Hai presente quando senti una canzone rap figa e dici “eh beh, con un beat così spaccherei anch’io”. Questa canzone serve per farti capire che in effetti è così.

La struggente Kali Tragus.
Questa è una delle mie preferite di quel disco (Straight Outta Coredo, ndr), ma non ricordo né quando né perché l’abbia scritta. Però Kali Tragus è il nome spocchioso ed enciclopedico della tumbleweed ovvero quella balla di sterpaglia che rotola nelle città fantasma dei film western.

Nel segno del Palo è una sorta di Che Bella la Cappella dal punto di vista del carnefice.
Uno dei miei pezzi preferiti, parla dell’utilità del branding e del fatto che gran parte del successo della cristianità sia dovuto al fatto che gesù sia stato crocefisso perché, se l’avessero impalato, sia il logo che tutta l’iconografia sarebbero stati un fallimento dal punto di vista del marketing.

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La tracklist di “Cinquanta Sfumature di Marrone”

Solitamente nelle sfide di freestyle i concorrenti si sfidano a colpi di insulti con infinite variazioni sui temi “mi scopo tua madre” o “tengo una minchia tanta”. Tu invece canti “Rap per froci”.

Saresti disposto ad addolcire i tuoi contenuti in cambio di una visibilità più ampia?
In realtà sì, però proprio non ci riesco, mi sento sporco ogni volta che ci provo. Dovrei farmi scrivere i testi da qualcun altro.

La prima rima che ti viene in mente con MULO.
Culo: mulo è un numero primo e pertanto è divisibile solo per culo e per sè stesso.

Perché non ti esibisci dal vivo?
Perché i concerti sono una rottura di coglioni. A parte che mi imbarazza avere tot persone che mi guardano, è una cosa inutile perché devo ricantare una cosa che ho già cantato e in più dovrei fare qualcosa per rendere interessante la questione palco. E non mi ricordo le parole delle canzoni, quindi in realtà sto lì fermo con le mani in tasca tentando di ricordarmele però niente, e mentre canto penso solo che non vedo l’ora che sia tutto finito per andarmene via. Infatti faccio solo live coi Lolocaust perché mi incastrano e mi costringono a dire sì, però in compenso faccio sempre delle fughe memorabili dai concerti (una volta me la sono svignata a metà concerto lasciando gli altri lì così, sono scappato dal locale e ho spento il telefono perché non potessero chiamarmi).

Quali prospettive vedi per Mortecattiva/Aggettivo Sette?
Nessuna, le mie canzoni sono un prodotto senza mercato/potenzialità. Piacciono ad un ristretto gruppo di persone e a me va benissimo così.

Sei talmente estremo che purtroppo nessuno ti prende sul serio indignandosi.
Tutti pensano che scherzi, ma io i bambini li odio davvero e vorrei che sparissero tutti quanti.

A che ora ti svegli al mattino?
Durante la settimana alle 7, nel fine settimana alle 8 perché son vecchio e noi vecchi ci svegliamo sempre presto.

Chi ha ucciso Tupac?
Un eroe.

Comments (3)
  1. ricoh 29 novembre 2014
  2. derliuis 14 dicembre 2014
    • noyb 29 dicembre 2014

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