EDDIE IZZARD – Force Majeure (2013)

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Lo aspettavate in tanti e finalmente approda ai lidi di Comedy Bay Eddie Izzard.

“Force Majeure” è l’ultimo straordinario spettacolo che il comico inglese sta portando in giro per tutto il pianeta (persino in Svizzera!) con l’ovvia eccezione del Belpaese.

Meno male che ci mettiamo una pezza noi, in attesa che Izzard prima o poi si decida a presentarlo anche in italiano, dopo aver già portato in scena “Force Majeure” anche in francese e tedesco (a Caen in occasione del D-Day addirittura con tre spettacoli in una sola sera) ed avere in animo di recitarlo persino in spagnolo, russo e arabo.

“Force Majeure” è un 100% Izzard, con la sua unica e inimitabile architettura, fitta di temi e divagazioni, costruito come una sorta di sinfonia comica sulle credenze umane e la storia dei popoli.

Lo spettacolo si sviluppa senza apparente continuità, simile a un delirante History Channel che mischi, con una disinvoltura che nemmeno Giacobbo, sacrifici umani e wi-fi in Paradiso, idraulici fascisti e Re d’Inghilterra, Signore degli Anelli e Olimpiadi, in un crescendo comico che ha forse il suo culmine nello straordinario bit sul dressage, un esempio di comicità tout court da manuale che, se mai ce ne fosse bisogno, conferma la statura di Izzard a fianco dei più grandi nomi della comicità mondiale di sempre.

Lo show documentato dal DVD è stato registrato alla Wembley Arena di Londra nel maggio 2013 e, come già in precedenza con altri show, documenta solo parzialmente uno spettacolo in continuo divenire, che Izzard, come sua abitudine, varia in continuazione con grande estro improvvisativo, lasciando che su un canovaccio consolidato prenda ala quello “stream of conosciousness” che rappresenta il suo tratto più autentico, originale e innovativo.

Prima di passare ai sottotitoli ecco la solita immancabile intervista che anche questa volta, a piene mani, vi rifiliamo e nella quale, nell’ordine, scopriremo che: 1) Izzard è dislessico, 2) Dio non esiste, 3) non porta più i tacchi alti (Izzard, non Dio), 4) si candiderà a sindaco di Londra, 5) non frequenta gay bar e 6) tanto, tanto altro ancora.

Eddie, stai portando il tuo tour mondiale in un sacco di posti.

32 città solo in America, ma ho intenzione di estenderlo a tutti i 50 stati. Gli Usa sono il 24° paese del tour.

Ti piace fare le cose in grande stile.

Beh, sì. Se vuoi ottenere un po’ di attenzione, puoi distruggere la tua camera d’albergo o passare il tempo andando alle inaugurazioni o dedicarti al gossip. Io ho deciso di fare serate in francese, tedesco, spagnolo, e qui in America.

A Berlino hai fatto tutto lo show in tedesco?

Sì. Alles auf Deutsch. Lo sto imparando.

È vero che sei dislessico?

Sì.

Però sembri un linguista.

La linguistica non ha nulla a che fare con la lettura.

Ho trovato interessanti i tuoi tanti riferimenti ai Greci ai Romani.

Trovo interessante tutta la storia, anche perché sto entrando in politica. Se studi i ricorsi storici, ti accorgi che continuiamo a mandare tutto a puttane allo stesso modo e forse continueremo così. Se riesci ad escluderli, allora puoi guardare avanti e vedere dove possiamo andare e dove potremmo fallire ed avere una buona guida su dove andrà l’umanità nei prossimi 100, 200 o 1000 anni.

C’è differenza fra il pubblico americano e quello europeo? Per noi americani semplifichi il tuo spettacolo?

No, al contrario. Credo nell’intelligenza del pubblico. Parto dai sacrifici umani, oggi non ci riguardano, ma perché diavolo li facevamo? Credo che sia qui che nasce il fascismo, l’estremismo; dalla gente che dice: “Dobbiamo uccidere queste persone perché lo vogliono gli dèi.” È illogico! Metto in scena re medievali e fantasmi e poi Dio contro Darth Vader, posso portarli in qualunque paese del mondo senza cambiare nulla, perché tutti possono capirlo.

Per questo l’hai chiamato “Force Majeure”?

Beh, molti gli danno il significato di “atto di Dio”, ma io non credo in Dio, quindi penso che significhi più “forza della natura”. Se ti riconosci come “forza della natura” e hai un cuore positivo, allora puoi effettivamente fare qualcosa di buono nel mondo.

I tuoi show si sono evoluti in diverse direzioni o pensi sia stato un percorso regolare?

Il problema è che si tende ad essere affascinati da certe cose e quindi ad immergersi in esse, ma non necessariamente resterai affascinato da qualcosa di completamente diverso 10 anni dopo. Quindi cerchi di non ripeterti e di esplorare. So che devo entrare in zone più oscure, perché la mia comicità è intelligente e molto stupida, e i sacrifici umani allora saranno un ottimo argomento da esplorare. Perché nessun dio di qualsiasi religione si fa vivo? Nessun dio è mai venuto sulla Terra a dire: “Ehi, come va? Vi ho creato io, sono passato a vedere cosa combinate”.

Quindi non credi in dio…

No, perché lui non scende mai in Terra, non fa mai nulla. Sono morti sei milioni di ebrei e 50 milioni di persone in tutta la seconda guerra mondiale. A un certo punto sarebbe intervenuto. Anche un attimo prima che l’ultima persona fosse stata uccisa e l’ultimo proiettile sparato, avrebbe potuto dire: “Ehi, sono Dio. So che 50 milioni di persone sono morte, ma ho intenzione di salvare l’ultimo”. Ma non l’ha fatto. Quindi, se c’è, a lui non frega un cazzo. A lui, lei, un panino volante, qualunque cosa sia.

Mi incuriosisce la faccenda della maratona. Nel 2009 di punto in bianco ti sei messo a correre. Non ti faceva male dappertutto?

All’inizio è stata dura, ma dopo la decima maratona è diventato tutto più facile. I primi tre giorni andavo bene, dal 7° al 10° ho sofferto. Facevo bagni di ghiaccio di 15 minuti ogni sera, nell’acqua a 10 gradi. Rigenera le cellule delle gambe. Tutte gli sportivi importanti lo fanno.

Quando sei in tour, hai tempo di correre?

Sì, ma non corse molto lunghe. Mi basta fare due, quattro ore a settimana. Al momento sono a New York e c’è un sacco di roba da fare. Mi piace visitare i luoghi della guerra civile, siamo stati a Gettysburg dove un tizio ci ha mostrato come si è svolta la battaglia. Mi appassiona la storia militare.

Parlando di storia, sono rimasto deluso dal fatto che non indossi tacchi alti nello spettacolo. Non li porti più? A quanto ho letto, non ti travesti più tanto spesso.

I tacchi li portavo alti. Ma quanto devono esserlo? Indosso ciò che voglio quando voglio. Non lo chiamo nemmeno più travestitismo. È solo indossare un abito.

Sei tu che lo hai chiamato travestitismo.

No, lo chiamo solo “truccarsi”. Nessuna donna direbbe di un’altra donna: “Oh, ha su dei pantaloni, cosa succede?” Travestirsi per me è mettere un costume. Io a volte vado in giro per strada truccato e mi strucco prima dello show. Poi quando ho finito mi ritrucco. È l’opposto del travestirsi. Non riguarda l’artificio. È solo un mio modo di esprimermi. Così, quando mi candido a Londra in politica, mi candido col trucco e le unghie. Ma è solo quello che ho su, come qualsiasi donna.

Ti ispiri a Margaret Thatcher?

Di sicuro non a Margaret Thatcher.

Ma devi ammetterlo, aveva un suo look.

Lo so, ma non era un buon look. Per me avere un look elegante è una cosa molto difficile, ma la mia comicità non ha nulla a che fare con ciò che indosso. Potrei vestirmi da elefante e sarebbe lo stesso.

Ti è mai capitato di vestirti da elefante?

Solo di rado.

Ti sei vestito da mucca, però.

No, ho scritto un programma chiamato “Mucche“, ma interpretato da altri.

Guardavo il DVD del 2000 a New York e indossavi pantaloni di pelle, mi hanno ricordato gli abiti di Velvet Goldmine, senza una connotazione sessuale particolare.

In me c’è molto di maschile e poi ho questa componente femminile, quindi cerco di esprimerlo nel modo più sincero possibile.

La consideri una perversione, un qualcosa di sessuale?

No, è un dono genetico che si riceve. Ognuno riceve delle carte all’inizio della vita. Ma poi alcuni le nascondono. Io sono transgender, ho deciso di essere sincero e dirlo a tutti, tutto qua.

A questo proposito, che reazioni hai avuto dalla scena LGBT?

Molto positive: “Sii te stesso, fatti valere!”

Vai nei bar gay?

No, mi basta andare al bar. Non cerco niente di più. Quando i LGBT diventeranno noiosi, allora ce l’avremo fatta. Non dovrebbe essere una cosa come: “Sei gay? Oh, mio dio! Sei transgender? Oh, mio dio!” Dovrebbe essere solo: “Sei LGBT? Bene. Sei bravo in ciò che fai: contabilità, fotografia, suonare il banjo? E ti piace?” La nostra sessualità dovrebbe essere una caratteristica ininfluente, non un segnale distintivo.

Hai iniziato da adolescente a vestirti da donna?

A quattro anni, mi hanno detto.

E quando hai iniziato a farlo in pubblico?

A 23, circa.

Hai incontrato derisione e ostilità?

Oh sì. A tonnellate.

E come hai affrontato la cosa?

Ignorandola.

La tua famiglia è stata dura con te?

No, sono stati bravi.

Eddie, fai un sacco di cose. Sarai mica sovrumano?

Sovrumano no. In realtà tutti gli esseri umani possono fare più di quanto pensino. Quindi credo che tutti possiamo realmente essere più sovrumani di quanto pensiamo.

DOWNLOAD SOTTOTITOLI

Durata: 01h 25′ 23”

Traduzione: Luca Paini

Revisione: Geova

Nel file scaricabile sono contenuti anche i sottotitoli in lingua originale, affinché i più scafati di voi possano godersi le acrobazie linguistiche di Izzard in tutta la loro gloria.

Assaggino per gradire:

Comments (20)
  1. oniram 4 agosto 2014
  2. Alessandro 5 agosto 2014
  3. McCroskey 7 agosto 2014
  4. Chris 8 agosto 2014
    • Adrien Vaindoit 8 agosto 2014
  5. Gianluca 13 agosto 2014
  6. Andrea Loria 14 agosto 2014
  7. Andrea Loria 14 agosto 2014
  8. oniram 15 agosto 2014
  9. fps76 21 agosto 2014
  10. Adrien Vaindoit 21 agosto 2014
  11. Hunter 4 settembre 2014
  12. Valentina 14 ottobre 2014
    • Adrien Vaindoit 15 ottobre 2014
  13. Filippo 6 novembre 2014
    • Luca Paini 7 novembre 2014
  14. Claudio Gregori 29 gennaio 2016
    • Adrien Vaindoit 2 febbraio 2016
      • Claudio Gregori 2 febbraio 2016
        • Adrien Vaindoit 2 febbraio 2016

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