ANTHONY JESELNIK – Thoughts and Prayers (2015)

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Gentili insaccati e carni rosse,

appena abbiamo visto questo spettacolo, abbiamo deciso di derogare alla tradizionale regola di aspettare tempi biblici prima di rilasciarne una traduzione e lo abbiamo mandato subito alle stampe. Fidatevi e guardatelo.

Questa era la versione breve. Chi vuole saperne di più, invece, può continuare a leggere. Prodotto da Netflix, Thoughts and Prayers viene presentato dal network di streaming online come uno show in cui “niente è mai troppo macabro” e in cui Jeselnik “prima infilza i tabù e snocciola battute sulle tragedie nazionali e poi apre il sipario sul suo stile provocatorio”.

Ed è proprio così, perché Anthony parte con le consuete dark one-liner a cui già ci aveva abituati con Caligula e poi arriva a demistificarlo lui stesso con i due bei pezzi finali, con i quali dimostra anche di non essere limitato alle sole one liner, ma di trovarsi a suo agio anche con aneddoti di più ampio respiro.

Il titolo, Thoughts and Prayers, è dovuto all’attentato alla maratona di Boston dell’aprile 2013, in seguito al quale molti americani reagirono tempestando i social di “pensieri e preghiere”, espressione che evidentemente è molto gettonata negli USA per dimostrare la propria vicinanza alle vittime. Non per Anthony, che a poche ore dalla tragedia twitta una battuta che ascolterete nello spettacolo e che abbiamo tradotto male perché è un gioco di parole.

“Quel sentimento di solidarietà è del tutto vuoto”, commenta Anthony, “Il mio intento è far sì che, dopo questo special, nessuno potrà più dire ancora quella frase senza sentirsi un idiota”.

Chi è familiare con la comicità di Jeselnik non resterà sorpreso. Spesso riverito come il Principe Oscuro della Comicità, Anthony è noto per il personaggio malvagio che interpreta sul palco, il che però non è bastato a proteggerlo da dure critiche, che hanno ispirato in buona parte questo spettacolo, registrato a San Francisco.
“Ho scelto di registrare a San Francisco perché volevo che la gente si sentisse un po’ a disagio. Non potevo avere un pubblico che esultasse a ogni cosa orribile che dicevo. Io voglio che la gente resti un po’ spiazzata. Faccio una battuta in particolare sui transgender che, per funzionare, deve turbare il pubblico mentre io tento di dirla. Invece, certe volte, ci sono degli spettatori che fanno: ‘Yeah! Dillo!’ e io non voglio questo. Se avessi dovuto scegliere tra San Francisco e, per dire, Tampa, a Tampa il pubblico avrebbe applaudito. E io voglio avere il pubblico un po’ contro. In senso buono.”

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Un’altra polemica su cui si sofferma lo show è lo ‘shark incident’. “Nella prima stagione del mio programma televisivo, The Jeselnik Offensive, feci uno sketch in cui celebravo uno squalo che aveva sbranato un tizio neozelandese. In studio festeggiavamo per sottolineare la differenza tra il totale di squali uccisi dall’uomo ogni anno rispetto a quella degli uomini uccisi da squali. Era un numero musicale con canti e balli, molto eccessivo. In Nuova Zelanda non mi conoscevano e sono impazziti di rabbia. Nello special ne parlo e racconto cosa ho passato, fino ad arrivare a esplorare i motivi per cui faccio il comico e come mai non posso fare a meno di dire battute che turbano la gente.”

Jeselnik non è uno che chiede scusa. “Penso che non si debba mai chiedere scusa per una battuta. Per me, se il tuo intento è puro, sei a posto. Intendiamoci, là fuori ci sono battute orrende e gente che non dovrebbe proprio farne. Se sei un politico, è giusto che tu chieda scusa per una battuta sbagliata. Se fai il comico non è il tuo compito. Il tuo compito è turbare di tanto in tanto la gente.”

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Thoughts and Prayers è la terza ora di materiale di Jeselnik, che è tanto per uno che fa principalmente one-liner. “È incredibilmente scoraggiante pensare a un’ora nuova di materiale. Ma si fa, mattoncino dopo mattoncino. Inizi a impilare mattoni e alla fine hai costruito una casa. Ci vogliono anni per mettere insieme i tuoi primi 15 minuti e cominciare a costruire sopra quelli. Thoughts and Prayers è la mia terza ora di materiale in 13 anni di carriera. Nel prossimo racconterò ancora più aneddoti, per allungarlo, perché è incredibilmente difficile scrivere un’intera ora. Ma anche molto appagante.”

Il pezzo conclusivo dello show è proprio un lungo aneddoto sulla nonna. “Tutti i miei parenti adorano la mia comicità, anche quelli più religiosi e sensibili. La adorano perché sanno che sto scherzando. Anche se parlo molto della mia famiglia, non mi riferisco alla mia famiglia vera. Parlo di una famiglia fittizia che ho creato solo per farle cattiverie a scopi comici.”

Sul pubblico a cui si rivolge, Jeselnik ha le idee chiare. “Me stesso. Lo faccio solo per intrattenere me. Diciamo che scrivo 10 battute, 5 mi divertono, proverò solo quelle 5. Di quelle 5, al pubblico piaceranno 2 e io terrò solo quelle 2. Quindi il mio pubblico sono io, ma gli spettatori possono fare da filtro. In scena dovrebbe andare il meglio di entrambi i mondi. Ma ci sono certe battute che secondo me sono fantastiche e che non fanno mai ridere nessuno, e non capisco perché.”

A noi questo spettacolo è piaciuto molto e, per chi ha Netflix, alleghiamo anche la versione che potrete usare comodamente per abbinarla al video (istruzioni complete all’interno del file .zip). Non abbiamo fatto prove di synch, però.
Se non vi basta il nostro parere, ecco le umili parole dello stesso Jeselnik: “Se vi piace la comicità, questa è una cosa che non avete mai visto. Amplierà i confini di quello che ritenete possa essere la comicità. Se vi piacciono le one-liner, ci sono le migliori che ascolterete da qui a 10 anni. Sono uno dei migliori nel campo. Ma è anche un’evoluzione di me come performer. Se siete miei fan, vedrete questa evoluzione e potrete farvi un’idea di dove sto andando. Spero che la gente riceva davvero qualcosa. La prima metà è solo one-liner, mentre la seconda è molto più personale, profonda e, secondo me, significativa. Molta stand-up comedy ti scivola via addosso come acqua fresca. Questa avrà un effetto più viscerale. Se siete fan della comicità, è un must-see. Se non lo siete, forse è meglio evitare. Meglio ancora, non dargli troppa importanza.”

NOTA TECNICA SUPERNOVITA’ ESPERIMENTO: all’interno del pacchetto troverete i sottotitoli per vedere lo spettacolo su Netflix e le istruzioni per utilizzarli (fateci sapere se funziona). Ci sono già dei sub ita, ma probabilmente saranno meglio i nostri, attendiamo feedback.

DOWNLOAD SOTTOTITOLI

Traduzione: Luca Paini, Adrien Vaindoit

Revisione: Valentino Rossi

Dopo lo spettacolo, vi verrà la curiosità di vedere il famigerato Shark Party. Eccolo.

Comments (7)
  1. Scroccone 29 ottobre 2015
  2. oniram 29 ottobre 2015
  3. oniram 29 ottobre 2015
    • Adrien Vaindoit 29 ottobre 2015
  4. oniram 29 ottobre 2015
  5. Vale 5 novembre 2015
  6. Brad 6 novembre 2015

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