WOODY ALLEN alla notte degli Oscar 2002

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Come tutti sapete, Woody Allen non si reca mai alla notte degli Oscar. Le annuali cerimonie di premiazione, nonostante le frequenti nomination, sono state tutte bellamente ignorate dal nostro pervertito preferito, che adduce come scusa il fatto di dover suonare il clarinetto al Cafe Carlyle, come ogni lunedì. Nel 2012, mentre Midnight in Paris vinceva l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, Woody era a casa sua davanti alla TV. “Ha detto che c’era l’NBA All Star Game e che doveva cambiare canale”, racconta la sua sorella e produttrice Letty Aronson, “ma sono sicura che Soon Yi gli ha detto che ha vinto”.

Ma è il suo esegeta Eric Lax a spiegare la vera ragione per cui Woody diserta gli Oscar: perché non ci crede.

“È quasi impossibile, secondo lui, giudicare l’arte. È talmente soggettiva che non si può mai dire se una certa opera è migliore di un’altra o se un tipo di scrittura è migliore di un altro e, se cadi nella trappola di affidare agli altri, per quanto grandi essi siano, il compito di dirti se sei bravo, allora finirai consapevolmente o meno per scrivere solo per loro.”

Nel 1974, quando Sleeper fu ignorato dall’Academy, Woody disse:

“Il concetto stesso di premio è sciocco. Non posso dipendere dal giudizio di altra gente, perché se lo accetti quando ti dicono che meriti un premio, allora devi accettarlo anche quando ti dicono che non lo meriti”.

Forse, più semplicemente, non vuole far parte di un gruppo di persone che vorrebbero come membro uno come lui.

Purtuttavia, come i più avvezzi sapranno, Woody Allen ha in realtà fatto uno strappo alla regola nel 2002, a pochi mesi dai tragici fatti dell’11 settembre. E l’ha fatto in grande stile, provando, a distanza di 40 anni dal suo ultimo comedy album, di essere ancora uno stand-up comedian di prima classe. L’occasione era invitare i filmmaker a non abbandonare New York in quella difficile fase storica, e Woody, che per la sua città farebbe di tutto, quella volta accettò di andare perfino alla notte degli Oscar.

 

 

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