ANDY KAUFMAN – The Midnight Special (1981)

 

Cari semiologi lynchiani,

strutturalisti saussuriani, esegeti della supercazzola, lo sappiamo: vi brillano gli occhi come a un bimbo quando scarta le figurine pelosine di Peppa Pig.

Preparate il vostro armamentario di banalità critiche per ricordare degnamente Andy Kaufman, a 30 anni dalla sua scomparsa, da quel 16 maggio del 1984 in cui ci salutò beffardamente, lasciandoci in eredità una pletora di gag irrisolte, battute incomprensibili, sketch dadaisti e celebri, inimitabili burle.

Per non farvi mancare nulla abbiamo pensato di tradurvi il suo Midnight Special del 1981, show tv dove Andy mette in scena la sua vita, raccontandosi davanti e dietro le quinte, dall’infanzia al successo, dando vita a una serie di gag già classiche, dallo “straniero” ad Howdy Dowdy, dalle imitazioni fino al gran finale con Tony Clifton, il suo immortale alter ego. In mezzo larghi estratti e testimonianze sull’Andy di tutti i giorni: il cameriere, il wrestler, il bambino mezzo matto che, invece di giocare al dottore, inscenava già in tenera età i suoi spettacoli per gli amichetti.

Non vi tedieremo ulteriormente con ampie disamine intellettualistiche.

In omaggio ecco quanto giusto ieri Norm Macdonald, comico e autore canadese, twittava sul suo account.

“Molti definiscono Andy Kaufman un anti-comico. Quando lo fanno, si rivelano per gli idioti che effettivamente sono. Andy Kaufman era un comico. Ha usato le tecniche della comicità e non ne ha mai ridicolizzato una.

Andy Kaufman è stato uno dei più grandi comici di tutti i tempi, grazie al suo enorme arsenale di armi comiche, che usava solo quando necessario. Andy Kaufman non era un anti-comico. Ma ne ha generati molti.

Avendo una voce così raffinata e originale, Andy Kaufman, un grande comico, è stato frainteso. Ma non è stato frainteso dalle masse. Le masse lo amavano. E’ stato frainteso da una piccola minoranza che era convinta che fosse stato frainteso dalle masse. E questa minoranza ci tiene a far sapere a tutti di aver capito, di aver compreso l’incomprensibile Andy. E che, una volta raggiunto il palco, la sua missione è quella di seguire le orme del suo eroe. L’eroe incompreso. Da loro.

Così adesso recitano da anti-comici. “Ho trovato una forma di comicità che considero veramente pessima, la farò, ma la farò ‘volutamente’ pessima”: è questo il loro credo. Perché loro pensano che “volutamente” pessima sia sempre meglio che “involontariamente” pessima. Potrei discutere di entrambi i modi di farla, ma so una cosa: sono entrambe pessime. Sono gli anti-comici, che fanno i critici e trovano grande favore presso, indovinate chi? I critici.

Io, giusto per la cronaca, non sono un anti-comico né un meta-comico. Sono un comico e per questo disprezzo chi ridicolizza ciò che amo. Fine”.

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Traduzione: Luca Paini

Revisione: Adrien Vaindoit

Comments (7)
  1. Pakyredrum 16 maggio 2014
  2. Anonimo 16 maggio 2014
  3. McCroskey 16 maggio 2014
  4. finduz 16 maggio 2014
  5. Pakyredrum 17 maggio 2014
  6. Luca Paini 19 maggio 2014

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